Musica

David Bowie – Where are we now?

Lo confesso, ero tra i tanti che si erano rassegnati all’idea di un David Bowie in pensione. Concludere una carriera artistica tra le più importanti del novecento, caratterizzata dalla continua reinvenzione di sé e dall’interpretazione di sempre nuovi personaggi, con un album intitolato Reality sembrava appropriato. Come a dire: il carnevale è finito, giù la maschera.

D’altronde, se c’era qualcuno che poteva permetterselo, questo era proprio il Duca. Il suo lascito è talmente enorme in senso culturale che poteva tranquillamente ritirarsi a condurre una vita più che tranquilla, forte anche di un patrimonio personale accuratamente gestito.

Era da dieci anni che da Bowie non si sentiva nulla di nuovo e negli ultimi tempi si erano anche snellite le ristampe, basti pensare a come per il quarantennale di The rise and Fall of Ziggy Stardust & the Spiders from Mars, la riedizione del disco non prevedesse il consueto parterre di bonus, scarti e rimaneggiamenti. E ora, nel giorno del suo 66° compleanno, ecco l’annuncio bomba: un nuovo album, che uscirà a marzo, e una nuova canzone: Where are we now? per l’appunto.

La canzone è molto bella, l’arrangiamento è ricco e stratificato senza risultare ridondante e la melodia, dolce e triste, si rivela in un ritornello attonito e desolato. La voce di David è fragile e intensa e il testo parla in modo più che esplicito del suo periodo “berlinese”.

Proprio alla famosa trilogia, sembra rifarsi, in qualche modo, il nuovo album a venire tanto che, addirittura, pare che la copertina sarà quella di Heroes, proprio la stessa ma cancellata ma da un quadrato bianco su cui è scritto il nuovo titolo: The next day. Più che un recupero di quelle straordinarie, aliene sonorità, però, è lecito aspettarsi un lavoro introspettivo in cui l’autore rievoca un periodo particolare e determinante della sua vita. Questo, quanto meno, è ciò che fa in Where are we now?.

Già si è scritto molto sul fatto che, nell’epoca di internet in cui le pop-star mendicano briciole di attenzione distratta postando foto della propria cellulite, l’annuncio sia piovuto dal cielo senza preavviso, ad album già registrato (pare), senza nemmeno un piccolo rumor, un ammiccamento, un pettegolezzo. Nessuno però ha ancora riportato come, proprio in questi giorni, si sia tenuta a Bologna una piccola mostra di fotografie di Bowie a Berlino. Coincidenza? O forse una strategia di marketing davvero alternativa? Quante piccole mostre del genere ci sono state nel mondo in questi giorni? Chissà…

 

Advertisements
Standard